Polvere in casa: 10 cose che forse non sai

Eliminare la polvere in casa è sicuramente una delle attività più ricorrenti e anche fastidiose, alla quale non è possibile sottrarsi se si vuole vivere in un ambiente salubre e sicuro.

Spolverare richiede molto tempo ed energia, specie quando fra le mura domestiche sono presenti tanti mobili e complementi d’arredo. La questione si complica nel momento in cui occorre togliere la polvere depositata sui piccoli oggetti o che si annida negli angoli più difficili da raggiungere.

In tema di polvere esistono tanti falsi miti e non mancano dubbi. Molti, ad esempio, si domandano se un termosifone che presenta un velo grigio di particelle in superficie possa consumare di più. Ecco allora le risposte ai 10 miti che riguardano la faccenda domestica più detestata di sempre: spolverare!


1. La polvere che si forma in casa proviene dall’universo? Vero, in parte 

La risposta a questa domanda non è così scontata come si potrebbe pensare. Infatti, i test scientifici hanno dimostrato che la polvere presente in casa contiene resti di meteoriti e persino sabbia del deserto del Sahara.

Questo dipende dai flussi d’aria, che sono in grado di trasportare le minuscole particelle anche a migliaia di chilometri. In tutti i casi, è bene sapere che buona parte di quel fastidioso velo grigio che ricopre mobili ed oggetti è composto da cellule morte e fibre tessili.


2. Aprendo le finestre entra più polvere in casa? Assolutamente Vero!

Ventilare i propri ambienti domestici e lavorativi è sicuramente un buon sistema per rendere gli spazi più salubri, ma questo comporta anche l’inevitabile svantaggio di fare entrare polvere che si deposita sull’arredamento.

Una volta aperte le finestre, anche per pochi minuti in modo da ossigenare adeguatamente l’immobile, sarà quindi necessario procedere ad una veloce pulizia per eliminare lo sporco nelle stanze.


3. Le tende accumulano più polvere dei mobili? Falso 

Chi abita in zone molto trafficate potrà facilmente notare che le tende appena pulite, soprattutto di colore chiaro, tendono a sporcarsi in fretta e a diventare grigie.
In realtà, 
le tende non accumulano tanta polvere quanto le apparecchiature elettroniche: televisori, impianti stereo, computer e altri dispositivi presenti oramai in casa rimangono connessi all’elettricità tutto il giorno e attraggono le particelle che restano sospese nell’aria.

Ovviare al problema diventa più semplice pulendo questi elettrodomestici con spray antistatici, che formano uno strato protettivo sulle superfici in grado di rallentare la formazione della polvere.


4. Usare un panno umido aiuta a contrastare la polvere? Falso 

Esiste una diffusa convinzione secondo la quale pulendo con uno straccio umido è possibile raccogliere maggiore polvere e diminuirne la formazione.
Questo però non è vero, perché il panno umido finisce solo per spargere e attaccare la polvere raccolta sulla superficie.

Meglio, quindi, usare strofinacci puliti in microfibra o in cotone per catturare ed imprigionare le particelle, in modo che non possano depositarsi sugli altri mobili e diffondersi nella stanza.


5. La presenza di persona in casa aumenta la polvere? Vero 

Siamo proprio noi ad incrementare il quantitativo di polvere negli spazi, ecco perché in linea generale ambienti abitati da nuclei familiari numerosi andrebbero puliti con maggior frequenza.
Quando ad esempio due persone camminano sopra un tappeto riescono a muovere due milligrammi di polvere. Usando un’aspirapolvere con il filtro sporco la polvere viene ulteriormente mossa nella stanza.

Sarà importante, pertanto, non solo svuotare il contenitore o cambiare il sacchetto dell’aspirapolvere, ma anche pulire adeguatamente il sistema di filtrazione lavando i componenti quando possibile.


6. La polvere è dannosa per la salute? Vero

La risposta alla domanda richiede una precisazione. Il danno per la salute non è la polvere, ma gli acari in essa contenuti.

Secondo le ricerche 10mila acari riescono a vivere in un solo milligrammo di polvere. Le feci di questi organismi possono scatenare reazioni allergiche e generare tutta una serie di patologie respiratorie più o meno gravi. Meglio, quindi, scegliere tessili per la casa, come cuscini, materassi e coperte che siano facili da pulire in lavatrice anche ad alte temperature.


7. Spolverare una volta a settimana può bastare? Vero e Falso 

In alcune situazioni spolverare una volta a settimana potrebbe bastare, considerando che in media la polvere che si deposita giornalmente in casa equivale a 6 milligrammi per metro quadrato.

Tuttavia, in appartamenti esposti al traffico cittadino, molto frequentanti e in cui le finestre vengono aperte per diverso tempo al giorno sono necessari interventi di pulizia più ricorrenti e mirati. L’uso della giusta attrezzatura e di detergenti professionali può aiutare a mantenere gli spazi puliti per più tempo.


8. La polvere ha una sua utilità? Vero 

Chi pensa che la polvere sia inutile si sbaglia di grosso.

Infatti, nella polvere si trovano pollini che contribuiscono alla nascita di nuove piante e fiori. In mancanza di polvere non si formerebbero nemmeno le nuvole, quindi verrebbero meno le precipitazioni e la vita.


9. Un calorifero ricoperto di polvere scalda di meno? Vero 

In alcuni casi la polvere può rendere l’appartamento persino meno efficiente. L’alone grigio che ad esempio si deposita sui termosifoni influisce sulla dispersione del calore, facendo aumentare i costi della bolletta fino al 30%.

Ecco, dunque, un’altra buona ragione per non lasciare mai i radiatori sporchi, che andranno igienizzati soprattutto prima dell’arrivo dell’inverno e durante i cambi di stagione. Mettendo un panno umido a ridosso del radiatore e soffiando con un asciugacapelli sarà più semplice catturare le particelle di sporco che si annidano nei punti complicati da raggiungere.


10. Le piante d’appartamento generano polvere? Falso 

Molti rinunciano al piacere di tenere le piante in casa perché pensano che ciò aumenterà la polvere nella stanza. Quando osserviamo una pianta da appartamento è normale notare particelle sulle foglie, ma questo non vuol dire che sia la stessa pianta a generare polvere.

La ragione sarebbe da ricercare nell’umidità che si lega con piccole molecole di acqua, ciò rende la polvere pesante, tanto da ricoprire il fogliame. Le piante si possono spolverare con cadenza settimanale, con un piumino o un panno, in modo da riportarle al verde brillante.


Falsi miti sulla polvere sfatati e pulizie professionali 

Grazie a questo articolo ci auguriamo di aver chiarito molte questioni che ruotano intorno alla polvere presente in ogni ambiente, ma che è possibile contrastare senza tanta fatica adottando attrezzature all’avanguardia e detersivi sicuri per l’uomo e l’ambiente.

Noi di RB ci occupiamo di pulizie professionali in contesti non solo residenziali, ma anche commerciali. Impieghiamo detergenti che non contengono sostanze dannose, quali allergeni, fosfati e alcalini. Inoltre ci avvaliamo solo di personale altamente qualificato per garantire stanze senza polvere, profumate, igienizzate, brillanti e risultati a regola d’arte.


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25 novembre 2025
I panni in microfibra oltre ad essere molto diffusi nelle case, sono anche i preferiti di molte imprese di pulizie poiché sono in grado di offrire tutta una serie di vantaggi rispetto a quelli di cotone. Però, per ottenere i migliori risultati è bene scegliere panni adeguati e, soprattutto, saperli utilizzare in maniera corretta. Quali sono le differenze? E quali è meglio utilizzare? Panni in microfibra: cosa sono? I panni in microfibra , oggi disponibili in diversi colori e formati, sono realizzati diversamente rispetto ai p anni di cotone : sono composti da materiali sintetici che permettono di avere un tessuto leggero, sottile, ma allo stesso tempo molto resistente. La trama di questi panni è molto fitta e può avere uno spessore variabile: maggiori sono le fibre che presenta e più alto sarà il potere assorbente. I pori piccoli del tessuto sono molto simili a quelli di una spugna, aspetto che permette di catturare anche le polveri sottili e i contaminanti, senza dover ricorrere all’uso di detergenti chimici. Questo spiega come mai i panni in microfibra permettono di velocizzare le pulizie , evitando di lasciare aloni sulle superfici, sanitari, vetri e utensili da cucina. Le microfibre, inoltre, sono molto apprezzate perché non rilasciano lanugine, possono essere utilizzati per lunghi periodi e lavati in lavatrice senza usurarsi. Tutto ciò consente di risparmiare nel breve e lungo periodo sull’acquisto dei panni, con grandi vantaggi anche per l’ambiente. La versatilità dei panni in microfibra Oggi gli stracci in microfibra vengono preferiti rispetto al cotone perché non danneggiano le superfici e per il loro potere elettrostatico, in grado di trattenere non solo la polvere, ma anche gli acari. Si possono usare asciutti, umidi o bagnati. Quando la microfibra viene combinata con l’acqua, i detergenti o il vapore riesce a sciogliere lo sporco più difficile, oltre ad asportare la carica batterica, lasciando così gli ambienti sanificati e sicuri. L’unica accortezza è quella di lavarli a mano o in lavatrice al massimo a 90°, evitando la centrifuga e gli ammorbidenti che danneggiano le trame del tessuto annullandone l’efficacia. Panni in cotone: perché usarli? Abbiamo visto che le microfibre vantano un potere assorbente elevato, trattengono efficacemente polvere e acari, sono resistenti, non danneggiano le superfici, non si sfibrano o rilasciano pelucchi, che si possono usare più volte e permettono di risparmiare sull’acquisto dei detersivi, velocizzando anche le pulizie. Nonostante tutti questi vantaggi molti continuano ad usare i panni in cotone , ma come mai? Semplice! Gli stracci in cotone vengono preferiti quando si utilizza la candeggina o altri detergenti chimici a base acida che danneggiano la microfibra , ma anche per trattare superfici ruvide che potrebbero strapparla. Tuttavia, i panni in cotone non resistono ai ripetuti lavaggi e con il tempo tendono a sfilacciarsi. Sarà, perciò, necessario acquistarli con maggiore frequenza per ottenere una buona pulizia , priva di aloni e di striature.  Panni in microfibra o in cotone: quali scegliere? La risposta non è così scontata come si potrebbe pensare. La microfibra garantisce sicuramente migliori risultati, ma in alcuni casi potrebbe rivelarsi una soluzione non adatta, ad esempio in combinazione con detersivi molto aggressivi e su superfici come il cemento. Quando ad esempio bisogna pulire i vetri e le finestre, i panni in microfibra riescono a intrappolare tutto lo sporco, senza lasciare macchie e pelucchi. Sono ideali anche per la lucidatura della ceramica, poiché la microfibra raccoglie le particelle più sottili, asciuga velocemente e non graffia o rilascia antiestetiche striature. Inoltre, i panni in microfibra sono molto flessibili e consentono di arrivare anche negli angoli più difficili da raggiungere. Sono anche molto leggeri e pratici da maneggiare, rendendo le pulizie meno faticose. Secondo autorevoli studi di settore, grazie agli stracci in microfibra si può ottenere un maggiore controllo sulla diffusione delle infezioni, visto che la trama sottile di questo materiale riesce a rimuovere fino al 98% dei batteri e il 93% dei virus utilizzando solo acqua. Il cotone , di contro, riesce a catturare solo il 30% dei batteri e il 23% dei virus. Stai cercando un servizio di pulizia che ti dia risultati impeccabili, in breve tempo e al giusto prezzo? Scopri subito i nostri servizi RB visitando il nostro sito https://www.rbservizi.net .
25 novembre 2025
Saper scegliere in maniera corretta i programmi della lavatrice vuol dire non solo avere panni più puliti, ma anche abbattere i consumi idrici e di energia elettrica, oltre a non rovinare il bucato e organizzare al meglio la vita fra le mura domestiche. Bisogna considerare che ogni modello di lavabiancheria offre un numero variabile di opzioni per il lavaggio , molti dei quali già preimpostati e che prevedono temperature medie o alte in base alla tipologia di tessuto. La durata dei cicli può essere molto breve, richiedere tempi lunghi e movimentazioni del cestello più o meno intense. Ogni capo e macchia possono essere trattati con il programma più adatto , illustrato dai simboli che si trovano sulla pulsantiera del proprio elettrodomestico. A volte leggere il manuale d’uso non basta per comprendere a fondo quali sono i passaggi necessari per utilizzare bene la lavatrice . In questa guida illustriamo tutti i trucchi e i consigli per un bucato impeccabile, a partire dalla divisione dei capi, per poi passare alla selezione del ciclo, della temperatura e all’impostazione dei giri della centrifuga. La suddivisione dei capi Si tratta del primo passaggio, indispensabile per una buona riuscita del lavaggio e per non avere spiacevoli sorprese, ad esempio capi sbiaditi, non più bianchi o rovinati. Tutti i vestiti sporchi, prima di finire nel cestello, vanno distinti non solo in base al tessuto, ma anche per colore. Bisogna quindi separare i capi di lana da quelli in seta e cotone, perché si lavano a temperature diverse. Quanto ai colori, i vestiti bianchi si possono accoppiare con quelli chiari come panna, grigio chiaro e beige. I vestiti scuri si lavano a parte, così come le asciugamani, i capi intimi e quelli delicati. Finito questo passaggio non resta che verificare l’interno delle tasche e rimuovere piccoli oggetti e fazzolettini che, oltre a danneggiare la lavatrice , possono creare diversi inconvenienti a fine lavaggio e restare attaccati sui tessuti. Quando si notano capi macchiati vanno pretrattati con uno smacchiatore o con il sapone di Marsiglia. Impostazione del programma Caricata la lavatrice bisogna introdurre il detersivo e l’ammorbidente nelle vaschette. I più scrupolosi possono anche ricorrere agli additivi, che permettono di smacchiare e igienizzare a fondo il bucato . Molti additivi consentono anche di proteggere i colori nel tempo, mantenendoli brillanti. Solitamente il cassetto posto sul lato sinistro è quello dedicato al detersivo , mentre l’ ammorbidente deve essere inserito nella vaschetta contrassegnata con un fiore. Gli additivi, salvo diverse indicazioni del produttore, si versano nello stesso dispenser del detersivo. La selezione del programma non è così complicata come si potrebbe pensare, perché basta solo un po’ di esperienza. Individuare il giusto programma implica anche la conoscenza dei simboli che troviamo sulle etichette dei vestiti. Questi cartellini, infatti, offrono precise informazioni su come lavare l’indumento senza rovinarlo. Più nello specifico, la vaschetta dell’acqua indica che l’indumento può essere lavato in lavatrice. All’interno di questo simbolo si trova anche la temperatura massima, da 30° a 90°, entro la quale eseguire il lavaggio. Quando, invece, il simbolo con la vaschetta dell’acqua è contrassegnato con una X o presenta una mano vuol dire che quel vestito non può essere lavato in lavatrice, ma rispettivamente a secco e a mano. Il simbolo a triangolo, purché non sbarrato con una X, ci avverte che in fase di lavaggio può essere utilizzata la candeggina per smacchiare. Quando invece sotto alla bacinella si nota una linea, in alcuni casi anche doppia, allora è necessario impostare un ciclo molto delicato, a temperatura bassa e di breve durata. La scelta della giusta temperatura La maggior parte delle lavatrici moderne offre programmi preimpostati , che non sarà possibile modificare a piacimento. In buona sostanza, impostando un determinato ciclo, ad esempio cotone o seta, in automatico verrà anche selezionata una temperatura. In tutti i casi, per essere certi di non sbagliare e rischiare di restringere i tessuti, basta seguire le seguenti regole di base: la temperatura a 0° si riferisce ai lavaggi a freddo, quindi è consigliata per i tessuti delicati come la lana; temperature comprese fra 30 e 40° vanno impostate quando si lavano capi sintetici, jeans, asciugamani in spugna, tovaglie e altra biancheria per la casa; il lavaggio a 60° è indicato per i capi in cotone molto sporchi, tappeti del bagno, strofinacci e altra biancheria con macchie ostinate; la temperatura a 90° , che elimina la maggior parte dei batteri ma che alla lunga danneggia le fibre, si usa solo in casi sporadici, ad esempio a vuoto per lavare il cestello. L’impostazione della centrifuga Stabilire correttamente il numero dei giri della centrifuga vuol dire ridurre i tempi di asciugatura del bucato una volta che verrà steso. Anche in questo caso, la lavatrice solitamente offre dei programmi già importati che settano automaticamente la centrifuga . Tuttavia, si consiglia sempre di non superare gli 800 giri al minuto, perché altrimenti si rischia di rovinare e rimpicciolire gli indumenti. I capi delicati, come quelli in lana, non tollerano le centrifughe che superano i 400 giri, mentre con gli indumenti come la seta occorre disattivare questa funzione. I programmi speciali Le moderne lavatrici non offrono solo i programmi standard come cotone, delicati, lana etc, ma anche opzioni di lavaggio speciali per ottenere facilmente un bucato ancora più pulito. Esistono, infatti, modelli di lavatrice che dispongono del ciclo specifico per gli indumenti sportivi o per le calzature. In alcuni casi è anche possibile attivare la modalità per la stiratura facile , che riduce o elimina del tutto la centrifuga per evitare la formazione delle pieghe. Non mancano, infine, anche programmi appositamente pensati per coloro che soffrono di allergie che attivano alte temperature e risciacqui extra, in modo da igienizzare profondamente, eliminando al contempo acari e batteri. Trucchi e consigli finali Mai sovraccaricare il cestello della lavatrice perché si rischia di danneggiare l’elettrodomestico e con l’eccessivo peso i capi non saranno lavati bene. Altrettanto sbagliato è avviare la lavatrice con pochi indumenti, perché altrimenti non si ottimizzano i consumi di luce e acqua. Per capire quando il carico è corretto basta semplicemente leggere il manuale del proprio elettrodomestico. Le asciugamani e gli accappatoi in spugna si possono trattare con un po’ di aceto di mele che, oltre a svolgere l’azione di ammorbidente naturale, si rivela un efficace igienizzante. I capi delicati, invece, si possono inserire all’interno di una federa per una maggiore protezione. Occorre sempre ricordare di eliminare i risvolti delle maniche e dei pantaloni per evitare accumuli di detergente su questi punti.  Lavaggio del bucato professionale In caso di dubbi su programmi e temperature da selezionare il consiglio è quello di lavare con acqua tiepida e di mantenere la centrifuga sotto gli 800 giri. In genere con queste impostazioni difficilmente si possono commettere errori. La questione si complica in presenza di macchie difficili, divise da lavoro che richiedono massima igienizzazione, capi particolarmente delicati e in tutti i casi in cui il tessuto richiede un trattamento specifico. In questi casi è sempre meglio affidarsi a mani esperte.
25 novembre 2025
Vuoi ingaggiare un’ impresa di pulizie e ti stai chiedendo quanto tempo serve per far splendere da cima a fondo la tua casa ? La tempistica per un servizio di pulizia professionale varia da un caso all’altro e dipende dal numero delle persone addette, dall’efficacia dei prodotti e delle attrezzature utilizzate, oltre che dalla completezza del lavoro, che può essere più o meno approfondito e meticoloso. Valutazioni iniziali Un’ impresa di pulizia professionale farà tutto il possibile per rendere ogni ambiente scintillante e profumato. Tuttavia, prima di chiedere quanto tempo occorre per pulire un intero appartamento bisogna fare alcune considerazioni preliminari, ovvero: le dimensioni della casa; il numero delle stanze; le condizioni; le persone e gli animali domestici presenti. Tutte queste variabili influenzano la quantità di tempo necessaria per eseguire una pulizia approfondita . Fatta questa premessa è comunque possibile aspettarsi un servizio rapido per ottenere una casa perfettamente pulita . Un’ impresa di pulizie efficiente in genere si avvale di un team composto da 3 o 4 addetti. Le persone incaricate hanno compiti ben precisi e sono specializzate per pulire senza danneggiare mobili, rivestimenti e superfici. La squadra, pertanto, saprà anche quali tecniche adottare per lasciare gli ambienti senza un granello di polvere. In genere, quando si stima il tempo necessario per una pulizia approfondita , impiegando 4 persone, occorrono almeno 60 minuti per circa 100 metri quadrati. Durante lo svolgimento del servizio ogni professionista ottimizza i tempi, senza intralciare il lavoro degli altri: ad esempio, mentre uno si occupa della cucina, l’altro provvederà alla pulizia dei bagni e un altro spazzerà il pavimento. Questo approccio permette di non tralasciare nessun angolo della casa e di eliminare lo sporco anche negli angoli più difficili da raggiungere. Durante le pulizie si utilizzeranno attrezzature all’avanguardia, come ad esempio aspirapolvere equipaggiati con filtri HEPA che riescono a rimuovere anche le polveri e particelle più sottili. Nel momento in cui il team avrà finito, la casa non sarà solo pulita ma anche sicura da vivere, in quanto verranno impiegati solo detergenti ecologici. Primo passo: riordinare la casa Ogni stanza dell’ appartamento potrà richiedere tempi rapidi o lunghi: alcuni spazi sono più difficili o complicati rispetto ad altri. Inoltre, conta molto la pulizia su base settimanale e giornaliera che viene eseguita dai proprietari. Appartamenti trascurati, con molta polvere e tracce di unto comportano inevitabilmente attenzioni maggiori e, quindi, tempistiche più lunghe. A volte alcuni clienti chiedono l’aiuto di un’ impresa di pulizia per fare “ordine” in casa, ma cosa significa? In genere si tratta di svuotare i bidoni della spazzatura, raccogliere vestiti e giocattoli in giro, pulire i tavoli, lavare i piatti, caricare la lavastoviglie, rifare il letto etc. Una governate potrà fare questi compiti, ma un’ impresa di pulizie scenderà più a fondo preoccupandosi anche di rimuovere lo sporco . In base alle dimensioni dell’ appartamento il riordino normale potrà richiedere circa 45 minuti e tempo extra per attività come l’organizzazione dei cassetti o dell’armadio. Un’impresa di pulizie che potrà lavorare in un ambiente già ordinato e libero da oggetti sparsi potrà sicuramente pulire in profondità in minor tempo . Tempi per la pulizia delle stanze di una casa Ogni stanza, una volta rassettata, comporta interventi mirati e l’uso di metodi specifici per ottimizzare i tempi e offrire il massimo risultato. Prendendo l’esempio di 1 camera da letto e 1 bagno, questi ambienti puliti da un solo addetto in genere richiedono circa 90 minuti, a patto che siano già stati trattati settimanalmente. In caso contrario, potrebbero essere necessarie anche oltre 2 ore. Quando bisogna pulire 2 camere da letto e un 1 bagno servono almeno 2 ore. Le imprese di pulizie che vantano una certa esperienza, in genere adottano un approccio sistematico per non sprecare tempo. Nel caso di pulizia di 3 camere da letto e 1 bagno occorrono 3 ore. In questa ipotesi, le imprese di pulizie professionali si avvalgono di 2 addetti, tenuto conto anche delle dimensioni degli ambienti. La pulizia di 4 camere da letto e 3 bagni, oltre alla lavanderia, può essere abbastanza faticosa per una persona che non ha molta esperienza, così come per un solo addetto specializzato. Questo servizio richiede anche più di 5 ore e può comportare anche maggior tempo nel caso in cui le stanze siano in completo disordine. Quanto tempo serve per pulire un appartamento di grandi dimensioni? Qualsiasi casa di almeno 200 metri quadrati sarà complicata da pulire per chi non dispone della giusta attrezzatura e del corretto metodo. In genere, questi appartamenti ampi presentano diverse camere da letto, almeno 2 bagni e una lavanderia. Un’ impresa di pulizie specializzata riuscirà a portare a termine un servizio di qualità in circa 3 o 5 ore. Questo tempo medio è quello che viene stimato nel caso in cui le stanze siano state pulite con regolarità nel corso della settimana. Diversamente, occorre intervenire lungo i battiscopa, pulire le porte, le prese dell’aria, dietro i divani e gli elettrodomestici etc e ciò comporta un lavoro extra. Tante volte i clienti richiedono un servizio di pulizia sostenendo di aver provveduto alla pulizia ordinaria delle stanze. Purtroppo questo non è sempre vero, perché gli addetti riescono sempre a scovare punti molto trascurati, come ad esempio il box doccia pieno di calcare, che in certi casi può rubare anche 1 ora e mezza di lavoro. Inoltre, capita anche di dover pulire appartamenti in cattivo stato che richiedono interventi intensivi di più giorni. Pulizia professionale di un appartamento: a chi rivolgersi? A prescindere dalla metratura della propria casa , dalla pulizia che viene abitualmente svolta e dallo stato in cui si trova, gli interventi eseguiti da RB si svolgeranno in tempi quanto più possibile rapidi e con un numero di addetti variabile in base alle esigenze del caso. Le pulizie verranno eseguite solo da personale altamente qualificato, con attrezzature di ultima generazione e detergenti di qualità, ecologici e sicuri.  Ogni appartamento richiede cure e interventi mirati. I tempi non sono sempre gli stessi e sono legati a tanti fattori. Noi di RB impresa si pulizie sappiamo bene cosa fare per far risplendere le stanze, renderle fresche e piacevoli da vivere. Il servizio può essere richiesto su Mariano Comense, oltre che su tutta la provincia di Como, Milano e Monza Brianza. Vuoi avere una pulizia del tuo appartamento con risultati impeccabili, in breve tempo e al giusto prezzo? Scopri subito i nostri servizi RB visitando il nostro sito https://www.rbservizi.net .
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25 novembre 2025
I panni in microfibra oltre ad essere molto diffusi nelle case, sono anche i preferiti di molte imprese di pulizie poiché sono in grado di offrire tutta una serie di vantaggi rispetto a quelli di cotone. Però, per ottenere i migliori risultati è bene scegliere panni adeguati e, soprattutto, saperli utilizzare in maniera corretta. Quali sono le differenze? E quali è meglio utilizzare? Panni in microfibra: cosa sono? I panni in microfibra , oggi disponibili in diversi colori e formati, sono realizzati diversamente rispetto ai p anni di cotone : sono composti da materiali sintetici che permettono di avere un tessuto leggero, sottile, ma allo stesso tempo molto resistente. La trama di questi panni è molto fitta e può avere uno spessore variabile: maggiori sono le fibre che presenta e più alto sarà il potere assorbente. I pori piccoli del tessuto sono molto simili a quelli di una spugna, aspetto che permette di catturare anche le polveri sottili e i contaminanti, senza dover ricorrere all’uso di detergenti chimici. Questo spiega come mai i panni in microfibra permettono di velocizzare le pulizie , evitando di lasciare aloni sulle superfici, sanitari, vetri e utensili da cucina. Le microfibre, inoltre, sono molto apprezzate perché non rilasciano lanugine, possono essere utilizzati per lunghi periodi e lavati in lavatrice senza usurarsi. Tutto ciò consente di risparmiare nel breve e lungo periodo sull’acquisto dei panni, con grandi vantaggi anche per l’ambiente. La versatilità dei panni in microfibra Oggi gli stracci in microfibra vengono preferiti rispetto al cotone perché non danneggiano le superfici e per il loro potere elettrostatico, in grado di trattenere non solo la polvere, ma anche gli acari. Si possono usare asciutti, umidi o bagnati. Quando la microfibra viene combinata con l’acqua, i detergenti o il vapore riesce a sciogliere lo sporco più difficile, oltre ad asportare la carica batterica, lasciando così gli ambienti sanificati e sicuri. L’unica accortezza è quella di lavarli a mano o in lavatrice al massimo a 90°, evitando la centrifuga e gli ammorbidenti che danneggiano le trame del tessuto annullandone l’efficacia. Panni in cotone: perché usarli? Abbiamo visto che le microfibre vantano un potere assorbente elevato, trattengono efficacemente polvere e acari, sono resistenti, non danneggiano le superfici, non si sfibrano o rilasciano pelucchi, che si possono usare più volte e permettono di risparmiare sull’acquisto dei detersivi, velocizzando anche le pulizie. Nonostante tutti questi vantaggi molti continuano ad usare i panni in cotone , ma come mai? Semplice! Gli stracci in cotone vengono preferiti quando si utilizza la candeggina o altri detergenti chimici a base acida che danneggiano la microfibra , ma anche per trattare superfici ruvide che potrebbero strapparla. Tuttavia, i panni in cotone non resistono ai ripetuti lavaggi e con il tempo tendono a sfilacciarsi. Sarà, perciò, necessario acquistarli con maggiore frequenza per ottenere una buona pulizia , priva di aloni e di striature.  Panni in microfibra o in cotone: quali scegliere? La risposta non è così scontata come si potrebbe pensare. La microfibra garantisce sicuramente migliori risultati, ma in alcuni casi potrebbe rivelarsi una soluzione non adatta, ad esempio in combinazione con detersivi molto aggressivi e su superfici come il cemento. Quando ad esempio bisogna pulire i vetri e le finestre, i panni in microfibra riescono a intrappolare tutto lo sporco, senza lasciare macchie e pelucchi. Sono ideali anche per la lucidatura della ceramica, poiché la microfibra raccoglie le particelle più sottili, asciuga velocemente e non graffia o rilascia antiestetiche striature. Inoltre, i panni in microfibra sono molto flessibili e consentono di arrivare anche negli angoli più difficili da raggiungere. Sono anche molto leggeri e pratici da maneggiare, rendendo le pulizie meno faticose. Secondo autorevoli studi di settore, grazie agli stracci in microfibra si può ottenere un maggiore controllo sulla diffusione delle infezioni, visto che la trama sottile di questo materiale riesce a rimuovere fino al 98% dei batteri e il 93% dei virus utilizzando solo acqua. Il cotone , di contro, riesce a catturare solo il 30% dei batteri e il 23% dei virus. Stai cercando un servizio di pulizia che ti dia risultati impeccabili, in breve tempo e al giusto prezzo? Scopri subito i nostri servizi RB visitando il nostro sito https://www.rbservizi.net .
25 novembre 2025
Saper scegliere in maniera corretta i programmi della lavatrice vuol dire non solo avere panni più puliti, ma anche abbattere i consumi idrici e di energia elettrica, oltre a non rovinare il bucato e organizzare al meglio la vita fra le mura domestiche. Bisogna considerare che ogni modello di lavabiancheria offre un numero variabile di opzioni per il lavaggio , molti dei quali già preimpostati e che prevedono temperature medie o alte in base alla tipologia di tessuto. La durata dei cicli può essere molto breve, richiedere tempi lunghi e movimentazioni del cestello più o meno intense. Ogni capo e macchia possono essere trattati con il programma più adatto , illustrato dai simboli che si trovano sulla pulsantiera del proprio elettrodomestico. A volte leggere il manuale d’uso non basta per comprendere a fondo quali sono i passaggi necessari per utilizzare bene la lavatrice . In questa guida illustriamo tutti i trucchi e i consigli per un bucato impeccabile, a partire dalla divisione dei capi, per poi passare alla selezione del ciclo, della temperatura e all’impostazione dei giri della centrifuga. La suddivisione dei capi Si tratta del primo passaggio, indispensabile per una buona riuscita del lavaggio e per non avere spiacevoli sorprese, ad esempio capi sbiaditi, non più bianchi o rovinati. Tutti i vestiti sporchi, prima di finire nel cestello, vanno distinti non solo in base al tessuto, ma anche per colore. Bisogna quindi separare i capi di lana da quelli in seta e cotone, perché si lavano a temperature diverse. Quanto ai colori, i vestiti bianchi si possono accoppiare con quelli chiari come panna, grigio chiaro e beige. I vestiti scuri si lavano a parte, così come le asciugamani, i capi intimi e quelli delicati. Finito questo passaggio non resta che verificare l’interno delle tasche e rimuovere piccoli oggetti e fazzolettini che, oltre a danneggiare la lavatrice , possono creare diversi inconvenienti a fine lavaggio e restare attaccati sui tessuti. Quando si notano capi macchiati vanno pretrattati con uno smacchiatore o con il sapone di Marsiglia. Impostazione del programma Caricata la lavatrice bisogna introdurre il detersivo e l’ammorbidente nelle vaschette. I più scrupolosi possono anche ricorrere agli additivi, che permettono di smacchiare e igienizzare a fondo il bucato . Molti additivi consentono anche di proteggere i colori nel tempo, mantenendoli brillanti. Solitamente il cassetto posto sul lato sinistro è quello dedicato al detersivo , mentre l’ ammorbidente deve essere inserito nella vaschetta contrassegnata con un fiore. Gli additivi, salvo diverse indicazioni del produttore, si versano nello stesso dispenser del detersivo. La selezione del programma non è così complicata come si potrebbe pensare, perché basta solo un po’ di esperienza. Individuare il giusto programma implica anche la conoscenza dei simboli che troviamo sulle etichette dei vestiti. Questi cartellini, infatti, offrono precise informazioni su come lavare l’indumento senza rovinarlo. Più nello specifico, la vaschetta dell’acqua indica che l’indumento può essere lavato in lavatrice. All’interno di questo simbolo si trova anche la temperatura massima, da 30° a 90°, entro la quale eseguire il lavaggio. Quando, invece, il simbolo con la vaschetta dell’acqua è contrassegnato con una X o presenta una mano vuol dire che quel vestito non può essere lavato in lavatrice, ma rispettivamente a secco e a mano. Il simbolo a triangolo, purché non sbarrato con una X, ci avverte che in fase di lavaggio può essere utilizzata la candeggina per smacchiare. Quando invece sotto alla bacinella si nota una linea, in alcuni casi anche doppia, allora è necessario impostare un ciclo molto delicato, a temperatura bassa e di breve durata. La scelta della giusta temperatura La maggior parte delle lavatrici moderne offre programmi preimpostati , che non sarà possibile modificare a piacimento. In buona sostanza, impostando un determinato ciclo, ad esempio cotone o seta, in automatico verrà anche selezionata una temperatura. In tutti i casi, per essere certi di non sbagliare e rischiare di restringere i tessuti, basta seguire le seguenti regole di base: la temperatura a 0° si riferisce ai lavaggi a freddo, quindi è consigliata per i tessuti delicati come la lana; temperature comprese fra 30 e 40° vanno impostate quando si lavano capi sintetici, jeans, asciugamani in spugna, tovaglie e altra biancheria per la casa; il lavaggio a 60° è indicato per i capi in cotone molto sporchi, tappeti del bagno, strofinacci e altra biancheria con macchie ostinate; la temperatura a 90° , che elimina la maggior parte dei batteri ma che alla lunga danneggia le fibre, si usa solo in casi sporadici, ad esempio a vuoto per lavare il cestello. L’impostazione della centrifuga Stabilire correttamente il numero dei giri della centrifuga vuol dire ridurre i tempi di asciugatura del bucato una volta che verrà steso. Anche in questo caso, la lavatrice solitamente offre dei programmi già importati che settano automaticamente la centrifuga . Tuttavia, si consiglia sempre di non superare gli 800 giri al minuto, perché altrimenti si rischia di rovinare e rimpicciolire gli indumenti. I capi delicati, come quelli in lana, non tollerano le centrifughe che superano i 400 giri, mentre con gli indumenti come la seta occorre disattivare questa funzione. I programmi speciali Le moderne lavatrici non offrono solo i programmi standard come cotone, delicati, lana etc, ma anche opzioni di lavaggio speciali per ottenere facilmente un bucato ancora più pulito. Esistono, infatti, modelli di lavatrice che dispongono del ciclo specifico per gli indumenti sportivi o per le calzature. In alcuni casi è anche possibile attivare la modalità per la stiratura facile , che riduce o elimina del tutto la centrifuga per evitare la formazione delle pieghe. Non mancano, infine, anche programmi appositamente pensati per coloro che soffrono di allergie che attivano alte temperature e risciacqui extra, in modo da igienizzare profondamente, eliminando al contempo acari e batteri. Trucchi e consigli finali Mai sovraccaricare il cestello della lavatrice perché si rischia di danneggiare l’elettrodomestico e con l’eccessivo peso i capi non saranno lavati bene. Altrettanto sbagliato è avviare la lavatrice con pochi indumenti, perché altrimenti non si ottimizzano i consumi di luce e acqua. Per capire quando il carico è corretto basta semplicemente leggere il manuale del proprio elettrodomestico. Le asciugamani e gli accappatoi in spugna si possono trattare con un po’ di aceto di mele che, oltre a svolgere l’azione di ammorbidente naturale, si rivela un efficace igienizzante. I capi delicati, invece, si possono inserire all’interno di una federa per una maggiore protezione. Occorre sempre ricordare di eliminare i risvolti delle maniche e dei pantaloni per evitare accumuli di detergente su questi punti.  Lavaggio del bucato professionale In caso di dubbi su programmi e temperature da selezionare il consiglio è quello di lavare con acqua tiepida e di mantenere la centrifuga sotto gli 800 giri. In genere con queste impostazioni difficilmente si possono commettere errori. La questione si complica in presenza di macchie difficili, divise da lavoro che richiedono massima igienizzazione, capi particolarmente delicati e in tutti i casi in cui il tessuto richiede un trattamento specifico. In questi casi è sempre meglio affidarsi a mani esperte.
25 novembre 2025
Vuoi ingaggiare un’ impresa di pulizie e ti stai chiedendo quanto tempo serve per far splendere da cima a fondo la tua casa ? La tempistica per un servizio di pulizia professionale varia da un caso all’altro e dipende dal numero delle persone addette, dall’efficacia dei prodotti e delle attrezzature utilizzate, oltre che dalla completezza del lavoro, che può essere più o meno approfondito e meticoloso. Valutazioni iniziali Un’ impresa di pulizia professionale farà tutto il possibile per rendere ogni ambiente scintillante e profumato. Tuttavia, prima di chiedere quanto tempo occorre per pulire un intero appartamento bisogna fare alcune considerazioni preliminari, ovvero: le dimensioni della casa; il numero delle stanze; le condizioni; le persone e gli animali domestici presenti. Tutte queste variabili influenzano la quantità di tempo necessaria per eseguire una pulizia approfondita . Fatta questa premessa è comunque possibile aspettarsi un servizio rapido per ottenere una casa perfettamente pulita . Un’ impresa di pulizie efficiente in genere si avvale di un team composto da 3 o 4 addetti. Le persone incaricate hanno compiti ben precisi e sono specializzate per pulire senza danneggiare mobili, rivestimenti e superfici. La squadra, pertanto, saprà anche quali tecniche adottare per lasciare gli ambienti senza un granello di polvere. In genere, quando si stima il tempo necessario per una pulizia approfondita , impiegando 4 persone, occorrono almeno 60 minuti per circa 100 metri quadrati. Durante lo svolgimento del servizio ogni professionista ottimizza i tempi, senza intralciare il lavoro degli altri: ad esempio, mentre uno si occupa della cucina, l’altro provvederà alla pulizia dei bagni e un altro spazzerà il pavimento. Questo approccio permette di non tralasciare nessun angolo della casa e di eliminare lo sporco anche negli angoli più difficili da raggiungere. Durante le pulizie si utilizzeranno attrezzature all’avanguardia, come ad esempio aspirapolvere equipaggiati con filtri HEPA che riescono a rimuovere anche le polveri e particelle più sottili. Nel momento in cui il team avrà finito, la casa non sarà solo pulita ma anche sicura da vivere, in quanto verranno impiegati solo detergenti ecologici. Primo passo: riordinare la casa Ogni stanza dell’ appartamento potrà richiedere tempi rapidi o lunghi: alcuni spazi sono più difficili o complicati rispetto ad altri. Inoltre, conta molto la pulizia su base settimanale e giornaliera che viene eseguita dai proprietari. Appartamenti trascurati, con molta polvere e tracce di unto comportano inevitabilmente attenzioni maggiori e, quindi, tempistiche più lunghe. A volte alcuni clienti chiedono l’aiuto di un’ impresa di pulizia per fare “ordine” in casa, ma cosa significa? In genere si tratta di svuotare i bidoni della spazzatura, raccogliere vestiti e giocattoli in giro, pulire i tavoli, lavare i piatti, caricare la lavastoviglie, rifare il letto etc. Una governate potrà fare questi compiti, ma un’ impresa di pulizie scenderà più a fondo preoccupandosi anche di rimuovere lo sporco . In base alle dimensioni dell’ appartamento il riordino normale potrà richiedere circa 45 minuti e tempo extra per attività come l’organizzazione dei cassetti o dell’armadio. Un’impresa di pulizie che potrà lavorare in un ambiente già ordinato e libero da oggetti sparsi potrà sicuramente pulire in profondità in minor tempo . Tempi per la pulizia delle stanze di una casa Ogni stanza, una volta rassettata, comporta interventi mirati e l’uso di metodi specifici per ottimizzare i tempi e offrire il massimo risultato. Prendendo l’esempio di 1 camera da letto e 1 bagno, questi ambienti puliti da un solo addetto in genere richiedono circa 90 minuti, a patto che siano già stati trattati settimanalmente. In caso contrario, potrebbero essere necessarie anche oltre 2 ore. Quando bisogna pulire 2 camere da letto e un 1 bagno servono almeno 2 ore. Le imprese di pulizie che vantano una certa esperienza, in genere adottano un approccio sistematico per non sprecare tempo. Nel caso di pulizia di 3 camere da letto e 1 bagno occorrono 3 ore. In questa ipotesi, le imprese di pulizie professionali si avvalgono di 2 addetti, tenuto conto anche delle dimensioni degli ambienti. La pulizia di 4 camere da letto e 3 bagni, oltre alla lavanderia, può essere abbastanza faticosa per una persona che non ha molta esperienza, così come per un solo addetto specializzato. Questo servizio richiede anche più di 5 ore e può comportare anche maggior tempo nel caso in cui le stanze siano in completo disordine. Quanto tempo serve per pulire un appartamento di grandi dimensioni? Qualsiasi casa di almeno 200 metri quadrati sarà complicata da pulire per chi non dispone della giusta attrezzatura e del corretto metodo. In genere, questi appartamenti ampi presentano diverse camere da letto, almeno 2 bagni e una lavanderia. Un’ impresa di pulizie specializzata riuscirà a portare a termine un servizio di qualità in circa 3 o 5 ore. Questo tempo medio è quello che viene stimato nel caso in cui le stanze siano state pulite con regolarità nel corso della settimana. Diversamente, occorre intervenire lungo i battiscopa, pulire le porte, le prese dell’aria, dietro i divani e gli elettrodomestici etc e ciò comporta un lavoro extra. Tante volte i clienti richiedono un servizio di pulizia sostenendo di aver provveduto alla pulizia ordinaria delle stanze. Purtroppo questo non è sempre vero, perché gli addetti riescono sempre a scovare punti molto trascurati, come ad esempio il box doccia pieno di calcare, che in certi casi può rubare anche 1 ora e mezza di lavoro. Inoltre, capita anche di dover pulire appartamenti in cattivo stato che richiedono interventi intensivi di più giorni. Pulizia professionale di un appartamento: a chi rivolgersi? A prescindere dalla metratura della propria casa , dalla pulizia che viene abitualmente svolta e dallo stato in cui si trova, gli interventi eseguiti da RB si svolgeranno in tempi quanto più possibile rapidi e con un numero di addetti variabile in base alle esigenze del caso. Le pulizie verranno eseguite solo da personale altamente qualificato, con attrezzature di ultima generazione e detergenti di qualità, ecologici e sicuri.  Ogni appartamento richiede cure e interventi mirati. I tempi non sono sempre gli stessi e sono legati a tanti fattori. Noi di RB impresa si pulizie sappiamo bene cosa fare per far risplendere le stanze, renderle fresche e piacevoli da vivere. Il servizio può essere richiesto su Mariano Comense, oltre che su tutta la provincia di Como, Milano e Monza Brianza. Vuoi avere una pulizia del tuo appartamento con risultati impeccabili, in breve tempo e al giusto prezzo? Scopri subito i nostri servizi RB visitando il nostro sito https://www.rbservizi.net .
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